Comune di Fidenza
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percorso storico

"Borgo" è un nome che richiama una città di piccole dimensioni ma con una forte identità, capace di essere riconosciuta dai pellegrini che dal Nord Europa fossero diretti a Roma e di rappresentare per essi una tappa importante del loro cammino. Così si chiamava Fidenza nel medioevo.

Arrivati a Borgo percorrendo la via Francigena, il pellegrino diretto a Roma, si trovava a poter scegliere se volgere il proprio passo a sud–ovest oppure ad est. Nel primo caso avrebbe superato il passo della Cisa e toccato Lucca e Siena; nel secondo avrebbe percorso la via Emilia, superare Modena, Bologna ed Arezzo, costeggiato il lago Trasimeno e di Bolsena ed infine sarebbe arrivato sull´altra via, all´altezza di Viterbo.

La posizione geografica, compresa tra Piacenza e Parma e posta lungo un fondamentale asse di comunicazione, fu per Fidenza causa di vicende assai tormentate nel corso di tutto il dodicesimo secolo. Ma fu anche ragione di un privilegio culturale: essere sede di un duomo che gareggiava, per dimensioni e livello architettonico, con le principali cattedrali romaniche emiliane di Piacenza, Parma, Modena, Cremona.

Lo sviluppo maggiore delle città dell´Italia Centro Settentrionale nei confronti dei poteri superiori, il formarsi di organismi territoriali in grado di perseguire autonome strategie di sviluppo economico, la loro conseguente crisi con l'imperatore Federico I – protrattasi dalla sua prima discesa in Italia (1154-1155) alla pace di Costanza del 1183 – sono una chiave di interpretazione sia della cronaca locale sia della più ampia storia degli eventi artistici nella Lombardia dell´epoca


Verso il 1100, Borgo era riuscita ad acquisire una marcata autonomia da Parma che in quegli anni era percorsa dallo scisma di Cadalo. In tale contesto gli storici pongono l´edificazione di un edificio religioso di maggiori dimensioni rispetto a quello pievano originario, di cui rimangono poche tracce.Dell´esistenza di questa struttura più antica si ricava una suggestiva indicazione indiretta nel bassorilievo del timpano settentrionale del duomo. Vi si trova raffigurato il papa Adriano II, pontefice dall 867 all´872, che dona mitria e pastorale all´arciprete di San Donnino: esso costituisce il termine post quem da cui dedurre l´esistenza di una chiesa ospite di sede vescovile e quindi influente.

Il nuovo edificio potrebbe essere stato inaugurato nel 1106, anche se alcuni lavori potrebbero essersi protratti anche successivamente a tale data, sino al 1135. Doveva avere dimensioni analoghe a quello attuale, con tre navate e forse matronei simili a quelli della cattedrale di Modena, volte a capriate, una facciata semplice e fianchi senza cappelle laterali.

È attorno a questo complesso che si svolge la storia tormentata di Borgo per tutto ilsecolo XII:costantemente contesa tra Piacenza e Parma, viene saccheggiata per due volte da quest´ultima: nel 1108 e nel 1152 (essendovi risparmiata la sola chiesa per rispetto delle reliquie del Santo).In questo lasso di tempo Borgo si mantiene vicina a posizioni filo imperiali e nel 1162 vede confermati da Federico I il suo status di città che " semper fuit in tuitione imperatorum antecessorum nostrorum".

Il secolo successivo vedrà un periodo di relativa tranquillità dopo la pace di Alseno tra Parma e Piacenza (1202). L´annessione di Borgo allo stato Pallavicino, sostenuto dall'imperatore (1248), sarà tuttavia premessa al terzo e definitivo sacco da parte di Parma (1268).
Nella suo suggestivo studio dedicato alla "Lombard Art" Arthur Kingsley Porter ha cercato di dare una datazione al rifacimento del Duomo di Fidenza ed ha implicitamente gettato le basi per la ben più vasta questione riguardante Benedetto Antelami, sicuro autore della famosa "Deposizione" (1178, Duomo di Parma) nonchè il cantiere del Battistero di Parma (1196). Porter attribuisce all'Antelami la paternità del cantiere del nuovo Duomo di Borgo, che colloca tra il 1184 al 1196.

Altri studiosi hanno espresso successivamente valutazioni diverse. Geza De Francovich, nella sua monografia dedicata all´Antelami del 1952, ipotizza due fasi per l´intervento Antelamico, dal 1180 al 1190 per un´attività di impostazione progettuale e dal 1210 al 1216 per una attività di rifinitura. Renè Jullian non riconosce l´autografia antelamica dei lavori di Fidenza, ipotizzando solo l´intervento di maestranze di basso livello, alla fine del XII secolo, di un solido artista, tra il 1201 ed il 1210 e di artigiani che completano frettolosamente il lavoro dopo il 1230. La Wagner–Rieger rimane su termini ancora più generici, escludendo l´ attività dell´Antelami a causa delle molteplici declinazioni stilistiche dei bassorilievi.Quintavalle riconosce l´intervento di Antelami sul progetto della facciata e su alcune sculture e ipotizza che il cantiere di Fidenza e di Parma siano coevi (fine XII od inizio XIII secolo sino al 1210).

Una opinione interessante è avanzata da Roberto Tassi che data il cantiere di Borgo agli inizi del XIII secolo, poiché le ostilità tra Borgo e Parma avrebbero impedito a chiunque di lavorare contemporaneamente in entrambe le città. Tassi evidenzia che nel 1202 arrivò in città Ugo da Sesto come nuovo prevosto. Costui proveniva da Parma e si sarebbe poi trasferito a Vercelli, all'epoca della fondazione della locale chiesa di sant´Andrea, dove esistono bassorilievi di stile antelamico. Tassi si domanda se la presenza di opere direttamente o indirettamente riconducibili ad una sfera antelamica nei luoghi interessati dall´itinerario di Ugo da Sesto, sia una coincidenza o se piuttosto non dimostri la presenza di Antelami a Borgo subito dopo il 1202.

Studi successivi non sono giunti ad una conclusione definitiva, per la scarsità di documentazione disponibile. Hanno tuttavia contribuito ad evolvere un approccio non basato prevalentemente su considerazioni di tipo stilistico ma su un criterio compiutamente storiografico fondato su un complesso più ampio di correlazioni.